Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali
Amore gay a Sanremo: più brividi
Canta Anna Tatangelo: «Dimmi che male c'è, se ami un altro come te, l'amore non ha sesso, il brivido è lo stesso o forse un po' di più». Quello che la cantante e il suo compagno Gigi D'Alessio, ambedue “eterosessuali”, ipotizzano soltanto, è sorprendentemente confermato dai consulenti gay ed ex-gay di AGAPO e dai comportamenti osservabili da chiunque nei locali ricreativi gay: brividi e stati eccitativi come quelli che si vivono in quegli ambienti difficilmente ci sono nell’amore tra persone di sesso diverso, tra uomo e donna, a meno che non si ricorra all’uso di sostanze e pratiche “speciali”. “Che male c'è, se ami un altro come te?”, ossia uno non diverso da te, chiede puntualmente la canzone a proposito dell’omosex. Infatti c’è poca differenza tra questa domanda e un’altra che ci potremmo porre: “che male c’è se ami te (stesso) piuttosto che uno come te”. L’amore vero è referenziale, rivolto all’Altro, al diverso appunto. Quando invece l’amore è autoreferenziale non funziona: là dove manca l’Altro, il diverso da te, ci sarà alla fine solitudine, vuoto, delusione e, a volte, non sarà più presente neanche la forza di sperare. Basta dare uno sguardo al mondo gay reale, non quello mediatico, per capirlo. Questa sarebbe la verità da dire all’amico omosessuale, senza semplificare una realtà difficile da affrontare e mandarlo allo sbaraglio. Crediamo che questo Anna Tatangelo avrebbe dovuto cantare se voleva davvero bene all’amico omosessuale, allora sì avrebbe fatto una canzone socialmente impegnata , cioè fuori dal coro. Apprezziamo comunque i buoni sentimenti per il suo amico e la disponibilità di accogliere il suo dolore.