Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali
Amore nella verità: Consigli ai genitori
I consigli qui di seguito riportati sono il frutto di lunghi confronti avvenuti tra noi genitori di AGAPO,nel corso dei quali abbiamo scambiato le nostre esperienze; di conversazioni di counselling con altri genitori che si sono rivolti a noi in cerca di aiuto, ma anche di numerosi scambi, soprattutto epistolari, che abbiamo realizzato con molti giovani omosessuali e gay rivoltisi alla nostra associazione. Infine abbiamo considerato le diverse voci della scienza, sia quelle “gay affermative” oggi dominanti che quelle maggiormente curative identificate con il termine “terapia riparativa”. Precisiamo inoltre, che i consigli sono prevalentemente rivolti ai casi di omosessualità maschile.
Tutti i consigli che stiamo per dare si basano su fondamenti etico-morali e valoriali che non intendiamo nascondere dietro una pseudo scientificità come va di moda in questi tempi. Per noi l’uomo non è un individuo che trova senso nella vita attraverso la massimizzazione né delle utilità materiali né dei piaceri sessuali o di altra natura, in chiave individualistico-edonistica. Trova senso e soddisfazione nella vita attraverso la relazione con l’Altro e il dono di sé. Abbiamo una visione dell’uomo come essere comunitario. Tutti i consigli che diamo mirano al benessere del proprio figlio in una prospettiva di lungo respiro, in alcuni casi – e non lo nascondiamo – a scapito e in contrasto con le comodità del momento e con la cultura edonistica dominante.
Quando vostro figlio vi dichiara che è omosessuale o quando lo scoprite per altre vie, dovete rendervi conto che:potete fare poco, ma potete sbagliare molto. In altre parole, ci sono più cose che vi consigliamo di non fare che di fare; ma proprio in questa situazione il vostro ruolo di genitore è più che mai importante per vostro figlio. Guardare senza timore in faccia all’omosessualità non è il punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova pagina nella relazione con vostro figlio.
Concretamente vi consigliamo:
Cosa fare/cosa non fare Non rimproverate vostro figlio. Non rimproverategli il fatto che si senta attratto da persone dello stesso sesso. Motivazione Non ha nessuna colpa o responsabilità per l’attrazione che sente. Non ha scelto i sentimenti che prova. Sono sentimenti involontari su cui non ha influenza. Cosa fare/cosa non fare Non rimproverate niente a voi stessi. Motivazione Sebbene una parte delle cause dell’omosessualità è da ricercarsi nelle relazioni all’interno della famiglia, resta determinante come il figlio abbia percepito tali relazioni, e spesso le ha percepite in evidente contrasto con la realtà delle medesime relazioni. In ogni caso, nessuno dei genitori ha voluto o desiderato che il figlio fosse attratto da persone dello stesso sesso. Cosa fare/cosa non fare Non approvate in nessun caso le (potenziali) azioni sessuali. Ditegli: “Ogni amore vero cerca l’Altro da sé, il diverso da sé. L’amore è dono di sé. Nell’omosessualità l’altro è uguale a sé ed è difficile realizzare uno scambio in grado di “completare” la persona. Il rapporto omosessuale, come dimostra la realtà del mondo gay, normalmente si esaurisce nel sesso e, in tale pratica, si uccide la capacità di creare relazioni di amicizia vere”. Motivazione Le azioni omosessuali sono dannose per lo sviluppo sia della persona che le compie sia per chi ne viene coinvolto, in particolar modo quando vengono compiute in giovane età. V. dettagli sulla pagina Svantaggi della omosessualità Cosa fare/cosa non fare Dite questa vostra opinione una volta o solo qualche volta. Motivazione Se la ripetete spesso, vostro figlio vive il vostro intervento come un attacco alla sua persona e può facilmente chiudersi. Dire la vostra opinione sull’omosessualità una volta ogni tanto è sufficiente perché la ricordi; in questo modo si evita un peggioramento della relazione tra (il) genitore e figlio. Cosa fare/cosa non fare Mantenete la relazione con vostro figlio. Motivazione E’ questo il principale obiettivo dei prossimi tempi, forse anni. Se si interrompe la relazione fate solo il gioco di chi spesso lo aspetta già al varco (in molti casi persone di 20 anni più vecchie di vostro figlio). Cosa fare/cosa non fare Accettate più deroghe dalle vostre regole, più di quanto fareste nel caso di un figlio con un’identità sessuale “normale”, mantenendo comunque ferma la non approvazione del comportamento omosessuale. Motivazione Le capacità di vostro figlio di governare il suo comportamento sono oggettivamente basse, è quindi necessario fare compromessi (basta pensare alla diffusa difficoltà che hanno le persone gay nel controllare i propri impulsi sessuali, come si può osservare nei cosiddetti “locali ricreativi”; o addirittura alle maggiori difficoltà che presentano i preti omosessuali nei confronti del celibato rispetto agli altri preti: non a caso, più del 90% dei casi di abuso denunciati riguardano atti m2m – da maschio a maschio). Cosa fare/cosa non fare Distinguete sistematicamente tra l’accettazione della persona e la disapprovazione di (eventuali) comportamenti. Motivazione Non esiste la persona perfetta, neppure voi lo siete. L’omosessualità è prevalentemente frutto di un sofferenza psichica nascosta. Considerate che vi sono disagi più gravi. Cosa fare/cosa non fare Sdrammatizzate il fatto dei sentimenti omosessuali. Dite che ci sono problemi peggiori, ma non lasciate dubbi in merito al fatto che non sia un bene, che è una debolezza. Motivazione In effetti, ci sono problemi peggiori. Immaginate vostro figlio abbia un handicap fisico o psichico. Il vostro amore non cambia. Cosa fare/cosa non fare Non cercate di convincere il vostro figlio degli argomenti che ad esempio trovate sulla pagina Svantaggi della omosessualità e del fatto che le azioni omosessuali sono sbagliate. Motivazione Nessuna persona al mondo è mai stata convinta da argomenti razionali riguardo ad emozioni e sentimenti! Cosa fare/cosa non fare Influenzate vostro figlio soprattutto attraverso la vostra presenza e il vostro esempio. Nel caso piuttosto improbabile in cui vostro figlio cerchi la discussione, cercate di restare in ogni modo calmi e non rimproveratelo. Motivazione Nessun figlio al mondo parla della sua sessualità con i propri genitori: “E’ contro natura”, dato che al momento della maturità sessuale egli deve distanziarsi dai genitori e quindi non può con loro mettere in discussione la propria vita intima, la propria sessualità. Cosa fare/cosa non fare Provate a negoziare i comportamenti; nel caso più fortunato, quando non ha ancora fatto “coming out” e fatto suo lo stile di vita gay, chiedete una moratoria, chiedetegli di rimandare i rapporti sessuali fino a quando non sarà più adulto e autonomo. Motivazione Più giovane è l’età di unragazzo quando entra nello stile di vita gay, maggiori sono i rischi per il suo sviluppo e per la sua salute. Anche oggi ci sonogiovani che rimandano le attività sessuali fino a quando non abbiano trovato il partner giusto. Rimandare non è dunque impossibile ed è specialmente utile quando la persona è particolarmente sensibile e fragile, come lo èla maggior parte dei ragazzi con tendenza omosessuale e quando, inoltre, la condizione oggettiva è difficile, come appunto nel caso dei giovani con problemi di identità sessuale. Cosa fare/cosa non fare Dimostrate il vostro amore e siate presenti nei suoi confronti. Motivazione Voi amate vostro figlio perché è vostro figlio e lo amate per tanti aspetti. Il fatto dell’omosessualità, almeno al momento, è un aspetto della sua personalità, non deve diventare e non dovete considerarlo come elemento fondante o centrale della sua personalità. Altrimenti fareste gli interessi del mondo istituzionale gay, che ha coniato l’”Identità gay” per focalizzare l’orizzonte mentale del giovane prevalentemente ai soli aspetti sessuali della sua personalità. Cosa fare/cosa non fare Condannate in modo esplicito, anche se vi sembra scontato,i casi di maltrattamento degli omosessuali (atti di omofobia). Gli omosessuali meritano rispetto come ogni altro essere umano, a prescindere dal fatto se la persona è sana, malata, di razza diversa o portatrice di handicap. Dite che il mondo non è contro di lui. Motivazione Innanzitutto perché ogni forma di discriminazione e violenza va di per sé condannata. Nel caso particolare di vostro figlio, lui cercherà di addebitare la sua sofferenza interiore, riconducibili a Le cause della sofferenza, a fattori esterni, all’omofobia presente nella società. Questa tendenza può bloccare ogni acquisizione di conoscenza e ogni presa di coscienza di sé. Cosa fare/cosa non fare Date protezione. Vale particolarmente per i padri. Motivazione Molti giovani gay cercano protezione parapaterna. Lo esprimono anche in molte lettere che riceviamo. Meno protezione provano e più sessualizzano il loro bisogno psichico. Ricordate – i padri in particolare - il proverbio: “abbraccia tuo figlio, se non lo fai tu, lo fa un altro uomo”. Cosa fare/cosa non fare Qualora intravedete disponibilità da parte di vostro figlio, indirizzatelo verso uno psicologo che pratichi la terapia riparativa o altre terapie serie. Siate attenti a non farlo capitare nella terapia affermativa che indebolirebbe le sue difese naturali e lo indirizzerebbe verso lo stile di vita gay. Motivazione Per le persone con tendenza omosessuale è particolarmente importante conoscere se stessi e comprendere i motivi della propria omosessualità. La terapia affermativa è da evitare perché si prefigge il principale obiettivo di far accettare lo stile di vita gay anche quando è in contrasto con tutte le altre sfere della personalità. E’ una forma di anestesia della dimensione etica e affettiva della persona e, in ultima istanza, fomenta la compulsività dei comportamenti. Non a caso nella nutrita letteratura psicologica gay o pro gay non abbiamo trovato un singolo titolo che tematizzi il problema della promiscuità o del sesso anonimo. Significa, che per la psicologia affermativa il problema sostanzialmente non esiste. Cosa fare/cosa non fare Non credete quando dicono: la terapia riparativa fa male, porta al suicidio ecc.. Motivazione E’ al 100% propagandapromossa dal mondo gay istituzionale che teme una diminuzione dell’adesione allo stile di vita gay e una diminuzione del suo prestigio e potere. Chi fa la propaganda è lo stesso che gestisce o accredita i “locali ricreativi” gay in cui si pratica il sesso spersonalizzato. In realtà, tra le migliaia di persone che negli Stati Uniti hanno fatto la terapia ripartiva, non si registra un solo suicidio (fenomeno purtroppo piuttosto diffuso negli ambienti gay). Al contrario, questa terapia ha permesso a tante persone di vivere. Cosa fare/cosa non fare Dite che dall’omosessualità si può uscire e fate riferimento anche a quanto esposto su questo e altri siti. Motivazione Una cospicua percentuale di persone che fanno psicoterapia escono dall’omosessualità e la maggioranza trova comunque giovamento in quanto aiuta a governare meglio la compulsività del comportamento sessuale e a comprendere meglio i meccanismi psicologici che causano l’instabilità relazionale degli omosessuali. Cosa fare/cosa non fare Non fatevi l’illusione di una facile soluzione: il processo di cambiamento può essere lungo e faticoso. Motivazione Spesso l’impulso omosessuale è molto radicato e occorre avviare un processo di profonda trasformazione della dimensione relazionale della persona, dimensione in cui voi genitori svolgete un ruolo importante.