AGAPO

Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali

Intolleranza gay

“Sono deluso perché le mie convinzioni personali mi siano costate la possibilità di continuare il mio lavoro per la comunità artistica e drammatica di Sacramento.” Sono queste le ultime parole della lettera con cui Scott Eckern, direttore artistico del Teatro di Musica della California, rassegna le sue dimissioni: autolicenziamento a cui è stato costretto dalla “comunità” gay perché, nel recente referendum sul matrimoni gay, ha preso posizione a favore del matrimonio tra uomo e donna in quanto società diversa da altre forme di partenariato e convivenza.

Scott Eckern è una delle vittime di tanti atti persecutori perpetrati dalla “comunità” gay, che mirano quasi sempre a screditare pubblicamente la persona, etichettandola come razzista omofoba, isolarla nel suo ambiente sociale, colpendola a livello professionale ed esistenziale. Peggio ancora, negli ambienti gay sembra non esistere il benché minimo livello di coscienza per il carattere violento e antidemocratico di tale metodo. Basta guardare ad esempio come lo stesso caso di Scott Eckern è stato recepito sul Gay-Blog Village dalla comunità gay italiana http://villag.blogspot.com/2008/11/california-matrimoni-gay-via-direttore.html . (Vale la pena precisare che Scott Eckern aveva lavorato per anni con successo, avendo nel suo staff  anche numerosi gay, persone a cui riservava altrettanta stima professionale: il suo peccato è stato quello di esprimere un voto politico non gradito).

Chi conosce bene la storia, ben si ricorda in proposito le campagne di McCarty negli Stati Uniti negli anni cinquanta contro artisti e intellettuali, così come il divieto per gli insegnanti comunisti di esercitare la propria professione in Germania (il “Berufsverbot”), per menzionarne soltanto i casi più conosciuti.

Il movimento gay oggi in tutti i paesi occidentali opera in modo sistematico in modo analogo: a ottobre a Milano gli attivisti gay presidiano “per protesta” il posto di lavoro di un medico infettivologo perché questi aveva reso pubbliche informazioni “non gradite” sulla diffusione del virus HIV all’interno dell’ambiente gay (e dall’ambiente gay verso altri ambienti). In Svezia e nel Canada si registrano condanne di sacerdoti per il reato di omofobia; nel Belgio attualmente  il Mons. Andrè Mutien-Lèonard, vescovo di Namur, è incriminato per lo stesso reato di omofobia.

Ora in Italia, l’onorevole Concia ha confezionato una proposta di “legge contro l’omofobia”, la quale è così vagamente formulata da permettere di condannare chiunque esprima opinioni in contrasto con le grandi organizzazione gay. Inoltre, l’onorevole Concia ha messo subito in chiaro dove e chi vuole colpire, annunciando un’interrogazione al ministro competente affinché sanzioni quei corsi spirituali o di natura psicologica, richiesti dagli omosessuali ego distonici per aiutarli a governare o superare sentimenti indesiderati di attrazione verso lo stesso sesso (per l’intero dibattito v. http://www.paolaconcia.it/blog/?p=692 ).

AGAPO è comunque convinto che anche la maggior parte dei cittadini omosessuali di orientamento gay, non condivida un tale odioso approccio, in quanto intollerante e antidemocratico.

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