AGAPO propone il seguente testo, tratto dal sito di “Lucca giornale News & Events”. Questo sebbene i suoi contenuti si trovino in apparente contrasto con l’opinione pubblica dominante, sia a livello mediatico di massa sia tra la maggior parte degli psicologi di Milano che abbiamo conosciuto. Facciamo però presente che questi psicologi, che avevano un parere decisamente negativo sulla possibilità di cambiare l’orientamento sessuale, non erano a conoscenza dei contenuti dell’approccio terapeutico ricostitutivo, né erano a conoscenza di nomi come Spitzer, Nicolosi e altri e le relative ricerche.
"Gli omosessuali hanno il diritto di sapere che esiste una via d'uscita.
La propaganda gay afferma che non possono cambiare orientamento".
La propaganda gay afferma che gli omosessuali non possono cambiare orientamento e che l'unica cosa che possono fare è di rassegnarsi alla propria condizione, ma in realtà le cose non stanno affatto così! Omosessuali non si nasce e tra l'altro, come dimostrato da una ricerca effettuata da J. Michael Bailey della North-Western University e da Richard C. Pillare della Boston University, se ci fosse un gene dell'omosessualità, i gemelli omozigoti dovrebbero comportarsi allo stesso modo, mentre ciò non avviene. Inoltre, dalla letteratura scientifica (come ad esempio dalla ricerca condotta dallo psicanalista Irving Bieber), si ricava che circa un terzo dei pazienti che si sottopongono ad un'idonea psicoterapia eliminano l'omosessualità; un altro terzo ha un miglioramento; l'ultimo terzo non cambia perché è costituito da persone forzate a sottoporsi alla terapia o non sufficientemente motivate. Questo dimostra che l'omosessualità non è un comportamento biologico innato, che non è immutabile e che soprattutto ci sono alternative possibili allo stile di vita gay.
Robert Spitzer, docente alla Columbia University di New York, ha dichiarato: “Come molti psichiatri io pensavo che alla tendenza omosessuale si potesse solamente resistere e che non potesse realmente cambiare l'orientamento sessuale. Ora credo che questa convinzione sia falsa. Alcune persone con orientamento omosessuale possono cambiare e cambiano”. Esistono diverse associazioni e gruppi (NARTH: National Association for Research and Therapy of Homosexuality, PFOX: Parents and Friends of Ex-Gays and Gays, International Healing Foundation, Gender Menders e tanti altri) che propongono una visione dell'omosessualità differente rispetto a quella rassegnata propagandata dagli attivisti gay.
Io stesso ho incontrato persone che hanno portato la loro testimonianza, raccontando della loro vita, del loro passato e di come siano usciti dalla condizione dell'omosessualità attraverso una particolare terapia; la società deve quindi cercare di fornire ogni sostegno per aiutare coloro che vogliono compiere un cammino di ri-orientamento, perché le persone che sperimentano pulsioni omosessuali hanno il diritto di sapere che esiste una via d'uscita. Ovviamente la terapia è una proposta e non un'imposizione, ma bisogna far sapere che un'alternativa all'omosessualità è possibile, perché offrire una possibilità di scelta vuol dire rendere le persone libere.
L'ideologia gay vuole invece limitare questa libertà affermandosi come unica risposta.
tratto dal sito web www.dilloadalice.it n.112 del 05/07/2006
Indagine Spitzer: lo psichiatra che cambiò opinione
Il 9 maggio 2001, in occasione del meeting annuale dell'APA (American Psychiatric Association) a New Orleans, il Dr. Spitzer, primario di ricerca biometrica e professore di psichiatria alla Columbia University di New York, ha presentato i risultati di uno studio effettuato su 200 soggetti che affermavano di aver cambiato il loro orientamento sessuale da almeno 5 anni.
Il 23 maggio 2001 il Dr. Spitzer ha dichiarato al Wall Street Journal:
"Nel 1973, opponendomi all'opinione prevalente dei miei colleghi, appoggiai la rimozione dell'omosessualità dalla lista ufficiale dei disordini mentali. Per questo motivo ottenni il rispetto dei liberals e della comunità gay, anche se ciò fece infuriare molti dei miei colleghi. Sostenevo che gli omosessuali potessero vivere felicemente e sentirsi completamente realizzati. Se dichiaravano di sentirsi a proprio agio nella loro condizione non dovevano essere accusati di mentire o essere rifiutati. Ora, nel 2001, ho mutato opinione e questo ha fatto sì che venissi presentato come un nemico della comunità gay e così la pensano in molti all'interno della comunità psichiatrica ed accademica.
L'affermazione che io contesto è la seguente: che ogni desiderio di cambiamento dell'orientamento sessuale sia sempre il risultato della pressione sociale e mai il prodotto di una razionale motivazione personale...
Quello che ho scoperto è che nel campione preso in esame, molti hanno fatto cambiamenti sostanziali nella fantasia e nella eccitazione sessuale e non semplicemente nel comportamento. Anche i soggetti che hanno avuto un minor cambiamento lo hanno comunque giudicato estremamente benefico per la loro vita."
Lo studio di Spitzer è stato pubblicato sui principali giornali americani come USA Today, Washington Post, The New York Times. La storia è stata anche ampiamente riportata sul World Wide Web attraverso alcuni importanti siti di news come foxnews.com, cbsnews.com, abcnews.go.com, e msnbc.com
Lo studio di Spitzer si è basato su “ interviste telefoniche di 45 minuti con 143 uomini e 57 donne che avevano cercato aiuto per cambiare il loro orientamento sessuale”, ha riferito il New York Times. “Spitzer e i suoi colleghi hanno scoperto che il 66% degli uomini e il 44% delle donne aveva raggiunto una buona funzionalità eterosessuale”.
Il Washington Times ha offerto maggiori dettagli sui risultati dello studio: “Prima di cambiare, il 20 % era sposato. Dopo, il 76% degli uomini e il 47% delle donne si sono sposati. La maggioranza ha iniziato i tentativi per cambiare all’età di 30 anni, ma non ha avvertito nessun cambiamento per almeno 2 anni. Il 78% ha riferito una modifica dell’orientamento sessuale dopo 5 anni. In seguito all’associazione di terapia e preghiera, il 17% degli uomini e il 55% delle donne ha riferito di non avere più nessuna attrazione omosessuale. Mentre il 29% degli uomini e il 63% delle donne hanno riferito di avere ancora una minima attrazione verso persone dello stesso sesso”.
I portavoce di diverse organizzazioni pro-gay americane hanno tentato con le loro dichiarazioni di screditare sia il Dr. Spitzer che i risultati della sua ricerca.. “Questo studio ha scarso valore scientifico perché i campioni sono tratti in gran parte da organizzazioni con forte impegno anti-gay e sembra essere il riflesso del pregiudizio personale del ricercatore,” ha detto Wayne Besen, Associate Director of Comunications di Human Rights Campaign.
Bob Davies, Executive Director di Exodus North America, una fra le principali organizzazioni cristiane che assistono le persone che vogliono uscire dall'omosessualità, ha liquidato queste proteste come prive di fondamento. “Il dottor Spitzer si autodefinisce come un ateo umanista,” dice Davies. “All’inizio del suo studio era scettico che potesse avvenire un cambiamento. Casomai il suo pregiudizio era contro la possibilità di cambiare e non a favore. “
Besen ha obbiettato che l’emarginazione e il timore del rifiuto possono aver avuto un ruolo chiave nella decisione dei soggetti di intraprendere una terapia di conversione. Tuttavia i soggetti stessi hanno dato differenti risposte sul perché desiderassero cambiare, inclusa la percezione dell’omosessualità come “non soddisfacente dal punto di vista emotivo” (81%), il contrasto con principi religiosi (79%) e il desiderio di sposarsi o di rimanere sposati (67% degli uomini e 35% delle donne)
ABC News ha riportato l’affermazione di alcuni gays secondo i quali la “terapia di conversione” causerebbe depressione e perfino suicidio fra i clienti che non riescono a raggiungere l'obbiettivo. “Non c’è alcun dubbio che molti omosessuali non riescano a raggiungere l’obbiettivo e che diventino depressi e che la loro vita peggiori,” ha risposto il Dottor Spitzer. “ Non sto mettendo in discussione questo. Quello che contesto è che questo sia presentato come inevitabile. Al contrario molti soggetti hanno tentato il suicidio esattamente per il motivo opposto perché molti professionisti della salute mentale avevano loro detto che non avevano nessuna speranza e che dovevano semplicemente imparare a vivere con i loro sentimenti omosessuali".
Alcuni omosessuali hanno messo in discussione i soggetti coinvolti nello studio. “ Il campione è totalmente non rappresentativo della comunità gay,” ha detto a ABC News David Elliot, un portavoce del National Gay and Lesbian Task Force di Washington. “Ma Spitzer ha replicato che sebbene le persone del suo campione siano effettivamente singolari – più religiose rispetto alla popolazione generale – ciò non significa che le loro esperienze debbano essere rigettate. E soprattutto non significa che non stiano dicendo la verità, “ ha riferito ABC News.
L’articolo di ABC continuava: “ Un sondaggio ben articolato, ha detto Spitzer, può determinare se un soggetto è credibile oppure no. E i suoi interlocutori, a ciascuno dei quali sono state poste 60 domande in 45 minuti, hanno presentato tutti i requisiti della credibilità. In realtà, rigettare la sua indagine significherebbe rigettare un’immensità di ricerche psicologiche e psichiatriche. I metodi usati nell’elaborare il suo studio sono gli stessi che vengono usati per determinare l’effetto delle droghe”
Secondo l’articolo di ABC, Spitzer ha rivolto ai soggetti “ domande molto dettagliate, non solo sull’attrazione sessuale, ma sulle fantasie durante la masturbazione e i rapporti sessuali, e il desiderio di coinvolgimento emotivo e romantico con persone dello stesso sesso e numerose altre variabili che indicano l’orientamento sessuale. E sulla maggior parte di queste variabili, la maggioranza dei soggetti ha fatto cambiamenti consistenti che durano da anni”.
“ L’affermazione che la gente non possa cambiare è una conclusione politica piuttosto che una conclusione scientifica" ha detto il Dr. Joseph Nicolosi, direttore del National Association for Research and Therapy of Homosexuality (NARTH) e membro di Exodus. “ Questo evidenzia l’esistenza di una potente lobby gay all’interno della professione psichiatrica. Quando lo scorso anno pubblicammo uno studio sostenendo che più di 800 persone erano cambiate, nessuno lo ha preso in considerazione. Ma quando Spitzer ha sostenuto la stessa cosa hanno dovuto ascoltarlo a causa della sua reputazione di avvocato dei gay”.