Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali
Omofobia Negli scambi epistolari che abbiamo avuto in questi mesi anche con numerose persone omosessuali con identità gay dichiarata abbiamo imparato soprattutto che: -dalle espressioni di molte di queste persone traspare una grande sofferenza rispetto alla propria condizione -questa sofferenza viene esclusivamente attribuita a una non meglio definita omofobia della società in genere, qualche volta dei propri genitori o di organizzazione come AGAPO. Ma cosa è esattamente da intendere con il termine omofobia? Wikpedia dice: “Con il termine omofobia si indica il pregiudizio, la paura irrazionale o l'odio violento nei confronti delle persone omosessuali, o le azioni che da esso derivano o che ad esso sono riconducibili. … Il semplice dissenso nei confronti dello stile di vita omosessuale, quando non si manifesti in forma violenta, non costituisce in quanto tale omofobia, trattandosi di una semplice espressione di un libero pensiero. ….” Invece queste persone affibbiano a qualsiasi opinione in dissenso con quella del mondo istituzionale gay l’attributo di “omofobo”, lo associano a “retrogrado”, “razzista” e, in taluni casi, “nazista”, come ad esempio la rivista Max che intima nel suo numero di maggio di dare “una padellata nei denti” a chi intende “curare gli omosessuali”. Troviamo preoccupante che questo pensiero unico blocchi ogni pensiero critico nei giovani omosessuali rispetto alla propria condizione; ostacola la riflessione sul proprio stile di vita, riflessività che è alla base del processo di crescita personale.